"Lo scienziato sociale (politologo, sociologo, economista, giurista …) incorre in uno dei vizi metodologici più ricorrenti nelle scienze sociali ogni qual volta ritiene, in contrasto con le micro-verità scientifiche acquisite dalla propria disciplina, un evento che da un punto di vista ideologico non sia personalmente “a lui” gradito. Il pregiudizio ideologico è, in effetti, il più subdolo e pericoloso dei veleni: si tratta di una malattia, per così dire, professionale. E, per quanti sforzi faccia, nessuno può dirsene immune, anche quando – pur di non lasciarsi influenzare dal virus ideologico – sceglie di iniettarsi il vaccino del più truce formalismo. Infatti – a differenza delle scienze esatte e naturalistiche (matematica, fisica, chimica…), in cui il peso della personale weltanschauung dello studioso tendenzialmente è minimo – nelle scienze sociali il rischio che considerazioni personali-ideologiche inquinino le valutazioni di natura strettamente scientifica è invece molto alto, avendo esse appunto per oggetto valori sociali; sicché a ben poco serve ricorrere a presunte purezze e tecnicismi. Anche per questo, i risultati cui tali scienze pervengono sono, come si sa, più intersoggettivi che oggettivi."
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